Sono andato a vedere Lo Hobbit con la mocciosa.
Mie considerazioni:
E' da mettere in conto che il linguaggio cinematografico è tutt'altro
del linguaggio bibliografico, ed il primo tende a essere in genere molto
più stringato nei confronti del secondo.
Solo che secondo me si è perso un po' troppo.
Dato lo spezzettamento in tre puntate di un testo di appena 200 pagine,
e date le TRE ORE di durata solo di questo episodio (rette benissimo
dalla mocciosa, contrariamente a quanto temessi), forse c'era spazio per
un po' di respiro introspettivo, dato il cammino tratteggiato
dall'autore verso una maturità piena del protagonista.
Un paio di
esempi: quando Bilbo giunge a Rivendell, oh, scusate, Gran Burrone,
sembra dia per scontata la visione di elfi, quando invece sul testo, in
mirabile suo dialogo con Gandalf, rivela che questi esseri erano per lui
una vera e piacevole sorpresa. E la perdita dei bottoni del suo gilè,
vero taglio traumatico di cordone ombelicale, è appena abbozzata col
tratto tra l'ironico e la gag.
Mi ha perplesso l'interpretazione di
Martin Freeman. Non so se la cosa fosse voluta o meno, ma in un paio di
inquadrature vi ho intravisto la maschera "british humour" di Gene
Wilder (lui, che era statunitense). Ma so' io che so' strano.
C'è
anche spazio per cose che non c'entrano, come la presenza di Saruman a
Gran Burrone, tra l'altro con un Cristopher Lee che perpetua il suo
Dracula.
Tralascio la caratterizzazione dei personaggi,
evidentemente voluta da un adattamento epico anziché caricaturista, che
vede i nani tutto sommato proporzionati a degli umani, a discapito di un
Gandalf che sembra perennemente sui trampoli. Arcicomica la trovata di
un Bombur palesemente simile a Obelix.
Una menzione speciale va al
grande Gigi Proietti. Temevo che il suo doppiaggio evocasse la
teatralità dei suoi tanti spettacoli comici, e invece devo dire che
neanche a metà film non ci ho fatto più caso. Assente qualsiasi
inflessione dialettale. Addirittura in certi passaggi neanche lo
ravvisavo. Chapeau per un artista veramente completo.
Considerazioni della mocciosa:
"Non mi piace. Mette paura".
Vero. E' saltata sulla poltrona almeno cinque volte. Il fatto è che
Jackson ha il 3D e sa come usarlo, non c'è che dire. E poi, vabbè, ci
sono episodi di alta macelleria, inevitabili in un epopea di scontri
fisici, ma con gran senso di "politically correctness" neanche una
goccia di sangue.
Per finire, un meritato plauso alla colonna sonora, azzeccatissima (meno la sigla finale, ma chi l'ha ascoltata?).
mercoledì 9 gennaio 2013
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