Esiste una Storia, al confronto della quale quella umana è solo un istante poco significativo.
E la conosceremo, se mai la conosceremo, solo quando saremo tornati ad Essa.
Volutamente senza tag.
venerdì 3 ottobre 2014
martedì 12 marzo 2013
Agnelli e porporati
Che se poi uno si ferma un attimo a ragionarci bene, alcune frasi date da tempo per ovvie e scontate stridono e danno un senso di mirror climbing:
"Eh, ma, i preti sono uomini come tutti gli altri. Con i loro pregi e i loro difetti, con le loro virtù e i loro vizi, con i loro eroismi e le loro bassezze".
...
"...come tutti gli altri?..."
...
Eh no cacchio, se tu sei un pincopallo qualsiasi fai il pincopallo qualsiasi! Se sei un uomo come tutti gli altri, fai l'uomo come tutti gli altri, con pregi, virtù, vizi e abomini, e avrai, come è giusto che sia, la giustizia degli uomini, a premiare i tuoi meriti e a punire le tue colpe!
Se sei un uomo qualsiasi non puoi fare il prete.
Il prete non deve essere un uomo qualsiasi. Un prete deve una persona eccezionale.
Deve. Punto.
Se non lo è, ciccia. Si arrangiasse come gli altri uomini fanno.
Ma esistono preti così?
Esistono, eccome:
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=382864445145273&set=a.125790867519300.22213.108021582629562&type=1&theater
Ma sono pochi.
E' quello il vero problema.
"Eh, ma, i preti sono uomini come tutti gli altri. Con i loro pregi e i loro difetti, con le loro virtù e i loro vizi, con i loro eroismi e le loro bassezze".
...
"...come tutti gli altri?..."
...
Eh no cacchio, se tu sei un pincopallo qualsiasi fai il pincopallo qualsiasi! Se sei un uomo come tutti gli altri, fai l'uomo come tutti gli altri, con pregi, virtù, vizi e abomini, e avrai, come è giusto che sia, la giustizia degli uomini, a premiare i tuoi meriti e a punire le tue colpe!
Se sei un uomo qualsiasi non puoi fare il prete.
Il prete non deve essere un uomo qualsiasi. Un prete deve una persona eccezionale.
Deve. Punto.
Se non lo è, ciccia. Si arrangiasse come gli altri uomini fanno.
Ma esistono preti così?
Esistono, eccome:
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=382864445145273&set=a.125790867519300.22213.108021582629562&type=1&theater
Ma sono pochi.
E' quello il vero problema.
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mercoledì 9 gennaio 2013
Lo Hobbit
Sono andato a vedere Lo Hobbit con la mocciosa.
Mie considerazioni:
E' da mettere in conto che il linguaggio cinematografico è tutt'altro del linguaggio bibliografico, ed il primo tende a essere in genere molto più stringato nei confronti del secondo.
Solo che secondo me si è perso un po' troppo.
Dato lo spezzettamento in tre puntate di un testo di appena 200 pagine, e date le TRE ORE di durata solo di questo episodio (rette benissimo dalla mocciosa, contrariamente a quanto temessi), forse c'era spazio per un po' di respiro introspettivo, dato il cammino tratteggiato dall'autore verso una maturità piena del protagonista.
Un paio di esempi: quando Bilbo giunge a Rivendell, oh, scusate, Gran Burrone, sembra dia per scontata la visione di elfi, quando invece sul testo, in mirabile suo dialogo con Gandalf, rivela che questi esseri erano per lui una vera e piacevole sorpresa. E la perdita dei bottoni del suo gilè, vero taglio traumatico di cordone ombelicale, è appena abbozzata col tratto tra l'ironico e la gag.
Mi ha perplesso l'interpretazione di Martin Freeman. Non so se la cosa fosse voluta o meno, ma in un paio di inquadrature vi ho intravisto la maschera "british humour" di Gene Wilder (lui, che era statunitense). Ma so' io che so' strano.
C'è anche spazio per cose che non c'entrano, come la presenza di Saruman a Gran Burrone, tra l'altro con un Cristopher Lee che perpetua il suo Dracula.
Tralascio la caratterizzazione dei personaggi, evidentemente voluta da un adattamento epico anziché caricaturista, che vede i nani tutto sommato proporzionati a degli umani, a discapito di un Gandalf che sembra perennemente sui trampoli. Arcicomica la trovata di un Bombur palesemente simile a Obelix.
Una menzione speciale va al grande Gigi Proietti. Temevo che il suo doppiaggio evocasse la teatralità dei suoi tanti spettacoli comici, e invece devo dire che neanche a metà film non ci ho fatto più caso. Assente qualsiasi inflessione dialettale. Addirittura in certi passaggi neanche lo ravvisavo. Chapeau per un artista veramente completo.
Considerazioni della mocciosa:
"Non mi piace. Mette paura".
Vero. E' saltata sulla poltrona almeno cinque volte. Il fatto è che Jackson ha il 3D e sa come usarlo, non c'è che dire. E poi, vabbè, ci sono episodi di alta macelleria, inevitabili in un epopea di scontri fisici, ma con gran senso di "politically correctness" neanche una goccia di sangue.
Per finire, un meritato plauso alla colonna sonora, azzeccatissima (meno la sigla finale, ma chi l'ha ascoltata?).
Mie considerazioni:
E' da mettere in conto che il linguaggio cinematografico è tutt'altro del linguaggio bibliografico, ed il primo tende a essere in genere molto più stringato nei confronti del secondo.
Solo che secondo me si è perso un po' troppo.
Dato lo spezzettamento in tre puntate di un testo di appena 200 pagine, e date le TRE ORE di durata solo di questo episodio (rette benissimo dalla mocciosa, contrariamente a quanto temessi), forse c'era spazio per un po' di respiro introspettivo, dato il cammino tratteggiato dall'autore verso una maturità piena del protagonista.
Un paio di esempi: quando Bilbo giunge a Rivendell, oh, scusate, Gran Burrone, sembra dia per scontata la visione di elfi, quando invece sul testo, in mirabile suo dialogo con Gandalf, rivela che questi esseri erano per lui una vera e piacevole sorpresa. E la perdita dei bottoni del suo gilè, vero taglio traumatico di cordone ombelicale, è appena abbozzata col tratto tra l'ironico e la gag.
Mi ha perplesso l'interpretazione di Martin Freeman. Non so se la cosa fosse voluta o meno, ma in un paio di inquadrature vi ho intravisto la maschera "british humour" di Gene Wilder (lui, che era statunitense). Ma so' io che so' strano.
C'è anche spazio per cose che non c'entrano, come la presenza di Saruman a Gran Burrone, tra l'altro con un Cristopher Lee che perpetua il suo Dracula.
Tralascio la caratterizzazione dei personaggi, evidentemente voluta da un adattamento epico anziché caricaturista, che vede i nani tutto sommato proporzionati a degli umani, a discapito di un Gandalf che sembra perennemente sui trampoli. Arcicomica la trovata di un Bombur palesemente simile a Obelix.
Una menzione speciale va al grande Gigi Proietti. Temevo che il suo doppiaggio evocasse la teatralità dei suoi tanti spettacoli comici, e invece devo dire che neanche a metà film non ci ho fatto più caso. Assente qualsiasi inflessione dialettale. Addirittura in certi passaggi neanche lo ravvisavo. Chapeau per un artista veramente completo.
Considerazioni della mocciosa:
"Non mi piace. Mette paura".
Vero. E' saltata sulla poltrona almeno cinque volte. Il fatto è che Jackson ha il 3D e sa come usarlo, non c'è che dire. E poi, vabbè, ci sono episodi di alta macelleria, inevitabili in un epopea di scontri fisici, ma con gran senso di "politically correctness" neanche una goccia di sangue.
Per finire, un meritato plauso alla colonna sonora, azzeccatissima (meno la sigla finale, ma chi l'ha ascoltata?).
sabato 22 settembre 2012
I lupi dove non te li aspetteresti
Vado dal dettagliante (di un bene primario).
Io: "Quant'è?"
Lui: "Due euro"
Io: "Ecco qui"
Lui incassa e mi da la merce: "A lei, grazie"
Io: "E lo scontrino?"
Lui: "Per due euro?"
"Ciccio, io per avere in tasca quei due euro ne ho dovuti guadagnare CINQUE. Anzi, se dobbiamo dirla tutta, visto che di quei due euro il 20% ce li metto (io) di IVa, dal momento che con quelli tu ti ci compri il SUV, diciamo che per avere in tasca UN EURO E SESSANTA CENTESIMI ho dovuto guadagnare CINQUE EURO, alla faccia di chi asserisce che la pressione fiscale è pari alle corna che porta percento. E tu te li metti in tascaaaaa?".
(Dietro di me le altre comari "E' vero, ha ragione", "Non ci avevo mai pensato", eccetera).
Il primo che mi dice che è la piccola impresa a salvare l'economia gli spacco le corna che porta percento.
Io: "Quant'è?"
Lui: "Due euro"
Io: "Ecco qui"
Lui incassa e mi da la merce: "A lei, grazie"
Io: "E lo scontrino?"
Lui: "Per due euro?"
"Ciccio, io per avere in tasca quei due euro ne ho dovuti guadagnare CINQUE. Anzi, se dobbiamo dirla tutta, visto che di quei due euro il 20% ce li metto (io) di IVa, dal momento che con quelli tu ti ci compri il SUV, diciamo che per avere in tasca UN EURO E SESSANTA CENTESIMI ho dovuto guadagnare CINQUE EURO, alla faccia di chi asserisce che la pressione fiscale è pari alle corna che porta percento. E tu te li metti in tascaaaaa?".
(Dietro di me le altre comari "E' vero, ha ragione", "Non ci avevo mai pensato", eccetera).
Il primo che mi dice che è la piccola impresa a salvare l'economia gli spacco le corna che porta percento.
lunedì 6 agosto 2012
Zanzare e splatter
(o come eravamo)
Una volta spiaccicavi la zanzara e ottenevi una goccia di sangue come trofeo di caccia.
Con le zanzare tigre e loro mutazioni, quando ne spiaccichi una non ottieni una goccia di sangue, ma uno spruzzo del medesimo. Quando in una escursione in giardino ne ammazzi tre o quattro di seguito, ti ritrovi le mani di un macellaio messicano, e chi ti osserva le gambe non può non pensare che tu sia stato gambizzato da una cellula impazzita delle Brigate Rosse.
Una volta spiaccicavi la zanzara e ottenevi una goccia di sangue come trofeo di caccia.
Con le zanzare tigre e loro mutazioni, quando ne spiaccichi una non ottieni una goccia di sangue, ma uno spruzzo del medesimo. Quando in una escursione in giardino ne ammazzi tre o quattro di seguito, ti ritrovi le mani di un macellaio messicano, e chi ti osserva le gambe non può non pensare che tu sia stato gambizzato da una cellula impazzita delle Brigate Rosse.
domenica 17 giugno 2012
Roulette, lupi e polli
Scusate l’estemporaneità dei miei
interventi, ma il periodo è convulso quanto basta.
Ne approfitto solo per mettere
nero su bianco in merito a una discussione che ho avuto con un mio collega.
Discussione che ha poi alzato un vespaio nei miei ragionamenti, quindi cercherò
di scrivere tutto anche per permettere a me stesso di riprendere il discorso.
Bene, si parlava di calcolo delle
probabilità. Poniamo che si stia giocando alla roulette, e che nelle precedenti
estrazioni sia uscito per QUATTRO volte di seguito il Noir. Potendo giocare,
ipoteticamente, solo su Rouge e Noir, il mio collega esponeva questo
ragionamento:
“E’ vero che, ora come ora, la
probabilità che esca Rouge o Noir è 50 e 50. Lo sanno anche i bambini. Il fatto
è che la probabilità che esca CINQUE VOLTE DI SEGUITO il Noir è 1 su 2^5 = 1 su
32. Quindi ci sono 31 probabilità su 32
che esca il Rouge, quindi punto sul Rouge”.
“Sbagliato” replico io “questo è
un discorso che poteva valere quattro estrazioni fa, in cui EFFETTIVAMENTE una
sequenza di cinque Noir aveva probabilità 1 su 32. Ma quelle estrazioni SONO
GIA’ AVVENUTE, e quindi DEVI TOGLIERLE dal calcolo probabilistico. Per l’estrazione
in corso siamo ritornati alla probabilità 50 e 50, 1 su 2”.
“Cioè” mi replica lui “la realtà
annulla la propria probabilità?”
O cavolo. Non ci avevo pensato. E’
vero, il fatto che una probabilità si avveri o meno nella realtà NON C’ENTRA
NULLA CON LA PROBABILITA’ STESSA, appartengono a mondi diversi, a domini
diversi dell’esistenza. E quindi?
Conoscevo, per altre vie, la
descrizione del “cono di luce” che descrive il movimento di un punto in uno
spazio in cui entra anche la dimensione temporale. Mi riesce facile recuperare
il concetto ed applicarlo anche in questo caso. Per semplicità, anziché usare
il doppio cono, uso una retta, rappresentante l’asse temporale, in cui l’origine
rappresenta il presente, i valori negativi il passato, ed i valori positivi il
futuro. I “valori” rappresentano le estrazioni dei numeri alla roulette (-4, 4
estrazioni fa, 0, l’estrazione attuale, ecc.)
-4 -3
-2 -1 0
1 2 3
4
-------------------------------------------------------
Ritorniamo all’esempio delle
estrazioni della roulette, nell’ipotesi (una vale l’altra) che FINORA (dall’estrazione
-4 fino a -1) siano usciti solo numeri Noir, e nell’ipotesi probabilistica che
il Noir continui ad uscire, quale tabella delle probabilità verrà prodotta da
un simile grafico? Ovviamente tutto è ricondotto allo stato “presente”:
-4: quante probabilità ci sono
che esca Noir 5 volte di seguito? 1 su 32
-3: ovviamente prescindendo dalla
estrazione precedente , quante probabilità ci sono che esca Noir 4 volte di
seguito? 1 su 16
-2: ovviamente prescindendo dalle
estrazioni precedenti , quante probabilità ci sono che esca Noir 3 volte di
seguito? 1 su 8
-1: ovviamente prescindendo dalle
estrazioni precedenti , quante probabilità ci sono che esca Noir 3 volte di
seguito? 1 su 4
0 (PRESENTE): ovviamente
prescindendo dalle estrazioni precedenti , quante probabilità ci sono che esca
Noir ORA? 1 su 2
1 (PROSSIMA ESTRAZIONE, FUTURO): ovviamente
prescindendo dalle estrazioni GIA’ AVVENUTE , quante probabilità ci sono che
esca Noir ORA E ANCHE LA PROSSIMA ESTRAZIONE? 1 su 4
2: ovviamente prescindendo dalle
estrazioni GIA’ AVVENUTE, quante probabilità ci sono che esca Noir ora e anche
le prossime DUE ESTRAZIONI? 1 su 8
3: ovviamente prescindendo dalle
estrazioni GIA’ AVVENUTE, quante probabilità ci sono che esca Noir ora e anche
le prossime TRE ESTRAZIONI? 1 su 16
4: ovviamente prescindendo dalle
estrazioni GIA’ AVVENUTE, quante probabilità ci sono che esca Noir ora e anche
le prossime QUATTRO ESTRAZIONI? 1 su 32
Eccetera…
Non so se mi è consentito
generalizzare che:
IL PRESENTE E’ CARATTERIZZATO DAL
VALORE PIU’ PROBABILE CHE UNA DETERMINATA SITUAZIONE SI VERIFICHI (O MENO) NELL’INTERO
ASSE TEMPORALE.
Cosa significa? Non lo so, almeno
per ora. Però l’ho detto.
martedì 8 maggio 2012
Arieccome
Rimando a dopo il perché della mia assenza.
In breve: come si spiega il risultato delle passate elezioni?
Semplice: Dato un presdelcons che non promette più un milione di posti di lavoro, e dato un direttore di testata che non teatralizza più le magnificenze di tale presdelcons,
et voilà che la maggioranza stramazza al suolo come un palloncino pernacchioso che ha esaurito il proprio nulla propulsivo.
Domanda del cinico che sono: sono più incazzato con tali (tristi) simili figuri, o con l'italiano medio (medio come l'unico dito alzato della mano) che aspetta solo il prossimo pifferaio magico?
In breve: come si spiega il risultato delle passate elezioni?
Semplice: Dato un presdelcons che non promette più un milione di posti di lavoro, e dato un direttore di testata che non teatralizza più le magnificenze di tale presdelcons,
et voilà che la maggioranza stramazza al suolo come un palloncino pernacchioso che ha esaurito il proprio nulla propulsivo.
Domanda del cinico che sono: sono più incazzato con tali (tristi) simili figuri, o con l'italiano medio (medio come l'unico dito alzato della mano) che aspetta solo il prossimo pifferaio magico?
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