martedì 9 giugno 2009

Persone che non ci sono (ma ci fanno)

Il precedente post mi introduce in una riflessione da laparotomata su un aspetto assente (e quindi inquietante) delle ultime elezioni.
Al di là degli schieramenti politici e delle loro ragioni e torti, che per il momento esulano da questo blog, qualcuno di voi ha ascoltato o letto sui media l'entità delle schede bianche e nulle?

Sono solo io che non ne ho sentito parlare affatto?

Ci si è accapigliati abbastanza sull'astensionismo, espresso certamente come voto di protesta, di disimpegno, o di disaffezione, col risultato che tutti i partiti rivendicano l'appartenenza di questa massa grigia di agnelli in salsa agrodolce.
Se io non avessi votato, sarei profondamente incazzato a veder associare il mio voto "di protesta" proprio ad una classe politica che, evidentemente, aborro o, come minimo, in cui non mi riconosco. Bella figura da agnello coglione con unico neurone.
Schede bianche e nulle.
Non-voti espressi da chi ha una maturità sociale e intellettiva da rispettare chi ti ha messo in mano una scheda, non necessariamente chi ci è stampato sopra.
Conigli che rispondono per le rime al lupo (gli altri, incoscienti, parlano del verso della corrente, e se ne vanno al mare).

Perché allora non ci si accapiglia proprio su quei voti (bianchi o nulli) che sono il vero sintomo del malessere sociale?

Ma insomma, quanti sono?

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